Giardino Pensile del Palazzo della Provincia
Arezzo, 16 luglio 2020 ore 18:30

Il ‘900 ad Arezzo
Appunti per un dibattito

Premessa

Realizzare un incontro sul 900” ad Arezzo, riflettere sull’influenza che l’arte ha avuto nello sviluppo della città sia culturalmente che economicamente, ascoltare e dibattere sulle possibilità che potrebbero nascere da una adeguata promozione e valorizzazione di esperienze virtuose, in questo particolare momento, rappresenta un modo per contribuire alla rinascita culturale e sociale della nostra città. Il monito generale dopo il recente lockdown è quello di ripartire dal proprio territorio, per poterlo fare il territorio deve essere adeguatamente conosciuto e studiato.

Dal Premio Arezzo alla Collezione Oro d’Autore

Furono una serie di fortunate circostanze a far sì che Arezzo diventasse fra gli anni 50’ e 60’, un centro importante per le arti figurative. L’evento principale fu certamente il “Premio Arezzo”, Concorso nazionale di pittura, ideato e promosso da Cornelio Vinay sindaco di Arezzo, Mario Mercantini architetto, Dario Tenti pittore e grande conoscitore dell’arte moderna e Mario Novi scrittore e critico d’arte. L’importanza di questo Premio attirò l’attenzione e l’interesse di grandi artisti nazionali, permettendo così agli aretini di avvicinarsi al meglio dell’arte moderna. Anche la formulazione e l’organizzazione del concorso era interessante: la maggior parte dei partecipanti erano per invito, mentre una piccola quota era riservata ai non invitati, ma le loro opere, per essere ammesse al concorso, dovevano essere accettate da una rigida quanto autorevole commissione. Veniva così garantita una elevata qualità della manifestazione e contemporaneamente si dava la possibilità ai pittori locali di confrontarsi e crescere. L’originalità del “Premio Arezzo” stava anche nell’aver previsto il premio del vincitore in un kg di oro , prodotto dalla Gori&Zucchi: grande ed intelligente operazione di marketing non solo per la più importante azienda aretina ma anche per Arezzo che si candidava ad essere “la città dell’oro”. I quadri dei vincitori diventavano poi di proprietà del Comune, cosicché, con il tempo, si è venuta a creare una collezione comunale, unica nel suo genere in Toscana, di alto livello didattico-culturale. Il “Premio Arezzo” ha contribuito anche ad alimentare l’attività di un gruppo di validi e promettenti artisti aretini che in quegli anni si erano particolarmente distinti: Tenti, i fratelli Caporali, Cavallucci, Onali, Naldi, Ugo Lani, Lisi, Gardeschi, Gnalducci e Droandi avevano infatti costituito una specie di “cenacolo” con sede presso la galleria “L’Incontro”, in Piazza S.Francesco, praticamente da loro fondata. Questo gruppo, alle cui iniziative partecipavano anche altri artisti toscani, come Venturino Venturi, Grazzini, Loffredo, Villoresi ed altri, fu arricchito nel 1957 dall’arrivo di un celebre e poliedrico artista spagnolo-venezuelano di grande carisma, Abel Vallmijana che, amante della Toscana, aveva preso la residenza presso la villa Guillichini nei dintorni di Arezzo. In questa dimora, dove aveva anche lo studio, ospitava artisti, poeti, scrittori di fama mondiale quali Pablo Neruda, Raphael Alberti, Gabriel Garcia Marquez e lo scultore italiano Vivarelli. Era inoltre solito invitare a convivio il gruppo degli artisti aretini della galleria “L’Incontro”: occasione per discutere e dibattere di pittura e di arti in genere. Questa presenza particolare, durata fino agli anni ’70, ha contribuito fortemente ad allargare gli orizzonti culturali degli artisti nostrali, a dare loro ulteriore entusiasmo, ed a creare un’amicizia “di gruppo” che risulterà salda per tanto tempo. Oltre alla citata galleria “L’Incontro” dobbiamo segnalare ancora l’apertura, in quel periodo, di altre e numerose gallerie d’arte che hanno ospitato grandi artisti nazionali ed internazionali alimentando così un mercato che interessava principalmente, banche, imprenditori, istituzioni e professionisti e che veicolava contemporaneamente cultura e conoscenza delle arti figurative nella nostra città. Il Premio Arezzo generò un vortice di opportunità, le grandi aziende orafe commissionavano disegni per gioielli ad artisti locali e nazionali, come Fontana, Guidi, Dalì, Venturi, Onali, dando vita ad una importante ed unica raccolta di preziosi che è continuata nel tempo e che oggi è conosciuta come “ Oro d’Autore”, in parte visibile presso gli spazi del Palazzo di Fraternita in Piazza Grande, importanti gruppi commerciali commissionavano opere e prodotti di designer a pittori e scultori, gli architetti del territorio si avvalevano degli artisti per impreziosire e decorare i nuovi grandi palazzi della città. Arezzo divenne così in pochi anni il centro della cultura contemporanea nazionale.

La Galleria Comunale d’Arte Contemporanea
e la situazione attuale

Se realmente attiva, una Galleria d’Arte Contemporanea di un centro intermedio, potrà rappresentare un punto di riferimento costante sia per l’indotto collezionistico privato locale, sia per la formazione giovanile, sia ancora per l’aggiornamento degli addetti ai lavori e l’esistenza di una pubblica raccolta di opere d’arte contemporanea, complementare ad un museo relativo all’arte del passato, è indispensabile per la crescita culturale di una città non meno di una Biblioteca Civica”.
(Enrico Crispolti – dal catalogo della Galleria di Arezzo, realizzato nel 1995)

La Collezione Comunale nella sua totalità e con un progetto espositivo adeguato e duraturo, non ha mai occupato lo spazio che la dovrebbe ospitare, Arezzo è una delle poche città che non ha un museo comunale, uno spazio dove raccontare la propria storia, la propria cultura, un luogo da vivere per cittadini e visitatori.
Rendere finalmente fruibile la collezione non colmerebbe solo un vuoto culturale, ma aprirebbe uno spiraglio sulla nostra storia recente, sulla crescita culturale e sociale di Arezzo negli anni sessanta, sarebbe un ponte fra il nostro passato ed il nostro presente, rappresenterebbe un volano per il turismo, una carta da spendere per la promozionre di Arezzo.

La Collezione e l’attualità

La collezione comunale di Arezzo nasce dal “Premio Arezzo” di pittura, presentato al pubblico nel 1959 e che per cinque edizioni di seguito, ogni anno a primavera e con successo di espositori, pubblico e stampa, fece apprezzare Arezzo in Italia e all’estero come uno dei centri più attivi per la conoscenza e la diffusione dell’Arte italiana del dopoguerra, la Galleria iniziò la sua attività espositiva sotto la guida del professor Dario Tenti che riuscì nella difficile impresa di organizzare una serie di mostre di grande interesse e che contemporaneamente avviò la raccolta di un’originale collezione permanente puntando sia su artisti toscani che su artisti italiani già affermati o emergenti. Il patrimonio di opere, in gran parte donato dagli stessi autori, ha un valore molto elevato, sia materiale che storico e culturale e viene esposto al pubblico fino al 1988 nelle sale di Palazzo Guillichini.
Attualmente la sede della Galleria è l’ex Albergo Chiavi D’Oro contiguo alla Chiesa di San Francesco, spazio restaurato su progetto dell’Architetto Andrea Branzi nel 2003 per colmare la lacuna creatasi nel 1988 con la chiusura di Palazzo Gullichini, e nato dall’esigenza di coniugare passato e presente in una Piazza che è divenuta nel tempo il “ salotto” della città, purtroppo fino ad oggi la Collezione non ha trovato mai posto nella nuova sede di Piazza San Francesco. Arezzo da alcuni anni vive di riflesso l’arte contemporanea, pur avendo inserite nel proprio tessuto urbano importanti testimonianze del recente passato, dai monumenti di Venturino Venturi alle grandi istallazioni in ceramica di Tenti e Lisi, molti artisti lavorano ad Arezzo e ispirati dalla storia e dalla cultura hanno stabilito i loro studi in città o nella campagna circostante, altri hanno fatto del centro storico di Arezzo un museo all’aperto, come il famoso street artist Blub con il progetto “ l’Arte sa nuotare”.

Interventi:

Dott.ssa Anna Maria Roncoroni
Presidente Associazione Culturale Archivio Franco Onali
Dott. Danilo Sensi
Critico d’Arte
Dott.ssa Monica Barni
Vice-presidente della Regione Toscana e Assessore alla Cultura
Dott. Michele Loffredo
Direttore del Museo d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo
Dott. Vito Taverna
Storico, Poeta – Organizzatore del concorso “Poesie nel Cassetto”